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Inmoto Magazine Oct 2008 - Luca Bracali

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Daniella Bellan...

www.pinuccioedoni.it/racconti/zambiadanielaesa.html
 

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Arrividerchi
Christoforo
Charlotte e Chris McBrides, africani bianchi proprietari del bush camp, ci danno il benvenuto, siamo, per i primi due giorni, gli unici ospiti, l atmosfera h molto famigliare, ci sentiamo subito a nostro agio.

Una delle prime cose che Charlotte tiene a precisare h la seguente: questo h un bush camp, qui non si trova il lusso, ma un autentico contatto con la natura .

Apro una parentesi per descrivere il nostro alloggio ed il bush camp.

Si tratta di uno chalet di forma circolare, molto spazioso, con tetto di paglia a cono, altissimo nella parte centrale (qui ha trovato dimora un grosso pipistrello, che sta tranquillamente appeso a testa in giy e non reca alcun disturbo), le pareti sono basse e costruite con cannette di bamby, dalla parte superiore della parete all inizio del tetto, lungo tutta la circonferenza, c h uno spazio aperto (senza vetri o altra protezione) di circa 60-80 cm che funge da finestra .

La zona notte ospita due letti sovrastati da zanzariere, la zona bagno, cui si accede dalla zona notte tramite un apertura (senza porta), non ha tetto, h solo un alto recinto di cannette ombreggiato da alberi. Per chi, come me, ha paura dei serpenti, in un primo momento, h scioccante, ma, superata la prima notte, h stato fantastico addormentarsi ascoltando i suoni prodotti dalle cicale, dagli ippopotami e da tutti gli animali che vivono nel bush.

Il fatto di dormire sotto la zanzariera procura un enorme senso di sicurezza, che se stiamo a ben guardare non h poi tanto giustificato, in fondo si tratta di un velo leggerissimo, ma h proprio quella la sensazione che si prova. Il problema h uscire dal riparo nel bel mezzo della notte, per giunta senza luce, per andare in bagno.

Il bush camp h una struttura per pochi ospiti, isolata, realizzata in un ambiente naturale, selvaggio, bellissimo, dove l unica compagnia h rappresentata dagli animali, dove manca qualsiasi forma di modernit` o di civilt` e l illuminazione h assicurata da lampade a petrolio.

All esterno dello chalet una bella veranda con tavolo e poltroncine permette di osservare, solo durante il giorno (di notte h proibito uscire dall alloggio), gli animali che transitano nell area.

McBrides camp h costituito da 7 chalet ben distanziati uno dall altro, da un ampio padiglione che funge da salotto / luogo dove si consumano i pasti e da poche altre capanne o semplici ripari che ospitano la dispensa, la cucina, gli alloggi del personale e l ufficio di Charlotte e Chris.

Il luogo h meraviglioso, a pochi metri dal campo scorre il fiume Kafue, sulla cui riva opposta vediamo subito un branco di bufali, mentre in acqua ed all ombra di alcuni alberi ci sono numerosi ippopotami che ci terranno compagnia giorno e notte: il loro verso h inconfondibile e poderoso.

Dopo una mezz ora di assestamento, direi anzi di contemplazione, accompagnati da Charlotte, Chris (armato di fucile) e da un tracker lasciamo il campo per un primo walking safari.

Non incontriamo animali pericolosi (alludo ai felini), ma h stato interessante imparare a riconoscerne le impronte e le fatte (cacche!) ed a seguirne le tracce.

E difficile descrivere le emozioni provate; se durante un qualsiasi safari in macchina ci si sente parte integrante del documentario ed h magnifico, a piedi la sensazione h amplificata e si ha la chiara consapevolezza, pur non provando alcun timore, della propria piccolezza, si percepisce maggiormente la forza e la grandezza della natura ed h straordinario.

I giorni trascorsi presso il campo sono scanditi da ritmi precisi.

Ogni giornata comincia prestissimo, la sveglia h prima dell alba, si esce poi per un walking safari di alcune ore che si conclude prima che la temperatura sia troppo elevata.

Durante le nostre uscite a piedi non avremo mai il piacere di incontrare leoni o altri felini, inoltre dagli ippopotami che ancora non hanno fatto ritorno al fiume ci teniamo lontani (l ippopotamo h un animale molto pericoloso!), ci accontentiamo di osservare diverse specie di antilopi, impala, facoceri, ma possiamo aggiungere un nuovo animale alla nostra gi` ricca collezione , infatti qui per la prima volta vediamo il puku: piccola antilope di pianura che ha stabilito il proprio habitat nelle savane, vicino alle paludi o sulle rive dei fiumi.

A piedi si ha anche l opportunit` di osservare molto bene piante, fiori ed uccelli che in tutto lo Zambia sono numerosi, bellissimi e dai colori vivaci.

Nelle ore centrali della giornata il caldo h opprimente, spesso cediamo al sonno, abbiamo, inoltre, spostato l orario della doccia nel pomeriggio perchi farla dopo il tramonto (nel bagno totalmente aperto) significherebbe offrirsi in pasto alle zanzare.

Dopo il rito del th (verso le 15,30-16) e di una fetta di torta casalinga ci si rianima e si va in barca ad esplorare il fiume popolato da coccodrilli ed ippopotami oppure a pescare con risultati sorprendenti, mai visti sino ad ora bottini cosl ricchi e pesci tanto grossi.

Dopo cena safari in jeep e finalmente s h visto un leone.

La simpatia, la preparazione ed il profondo amore per la natura africana dei coniugi Charlotte e Chris McBrides hanno reso la nostra permanenza al campo indimenticabile.

Complessivamente non si sono visti moltissimi animali, ma siamo comunque molto soddisfatti dell ambiente e dell esperienza vissuta.

Tra le altre cose, Chris McBrides h autore di diversi libri, uno dei quali tradotto in italiano da Rizzoli: I bianchi leoni di Timbavati .

22 settembre 07

Sveglia alle 5, ultimo walking safari in compagnia di Charlotte e Chris e di due nuovi ospiti, colazione abbondante e saluti commossi con la promessa di mantenere i contatti almeno via e-mail.

Si parte con il driver ed un ragazzo che lavora presso il campo cui diamo molto volentieri un passaggio.

Ripercorriamo a ritroso la pista di terra fatta giorni fa, non siamo rilassati, l autista va troppo veloce, spesso, all approssimarsi di una cunetta, un dosso o un ostacolo imprevisto, frena bruscamente, si viaggia cosl per un paio d ore, poi accade l inevitabile.

Dopo l ennesima frenata sentiamo l auto sbandare piy volte sino a che usciamo dalla carreggiata, l argine terroso che delimita la pista fa da trampolino, il veicolo compie cosl un lungo salto rischiando di rovesciarsi, solo dopo aver abbattuto 3 alberelli cade miracolosamente diritto e si arresta nella boscaglia.

Un incidente d auto h uno choc indescrivibile, lasciamo immediatamente l auto, siamo spaventati, ammaccati, furiosi, occorrono alcuni minuti per riprendere il controllo, razionalizzare e capire se il viaggio finisce qui e come uscire da questo grosso pasticcio.

Il motore dell auto h ancora acceso, ma la carrozzeria h incastrata tra la vegetazione, nel tentativo di uscire dal terreno accidentato il mezzo si insabbia e le ruote girano a vuoto. Insieme allo sfortunato ragazzo nostro passeggero, con le mani e con l aiuto di rami d albero spezzati, apriamo un passaggio nello sbarramento di terra, mettiamo fasci di rametti sotto le ruote per creare uno spessore e per facilitarne il passaggio, ma l autista h perso, gira il voltante a caso senza seguire le nostre istruzioni cosl si ritrova a cavallo della montagnola di terra senza piy riuscire ad avanzare e neppure a retrocedere.

Sotto un sole cocente e con il tedio di fastidiosi insetti ci impegniamo nuovamente per togliere la terra in eccesso e, dopo l immane sforzo impiegato per spingere l auto, finalmente riusciamo a riportarla sulla pista.

Siamo esausti, sporchi e graffiati ovunque, la carrozzeria dell auto h piegata in diversi punti, i danni esterni sono molti, ma pare che il motore e le parti vitali non abbiano subito gravi lesioni.

L autista, senza essersi minimamente preoccupato delle nostre condizioni di salute tanto meno di quelle del passeggero e senza scusarsi per l accaduto, riprende il viaggio. Siamo furiosi, quanto h successo poteva essere evitato rispettando le piy elementari regole, chiunque sa quanto sia pericolosa l elevata velocit` su strada sterrata, non possiamo tollerare che un driver, autorizzato al trasporto di turisti, sia tanto incapace, tuttavia non possiamo permetterci uno sfogo, purtroppo siamo nel nulla del bush africano, nelle sue mani e spaventati dalla sua assenza di scrupoli.

Ci ripetiamo che poteva andare molto peggio e che, tutto sommato, siamo fortunati, non abbiamo nessuna ferita e niente di rotto, con questo pensiero mettiamo a tacere la nostra rabbia.

Dopo qualche decina di chilometri il ragazzo nostro compagno di viaggio e di disavventura fa cenno all autista di fermarsi, per lui la corsa h finita, saluta, scende dall auto e si avvia verso il villaggio dove abita, noi, in compagnia del solo driver, ci sentiamo ancora piy smarriti, ma il viaggio deve continuare. In prossimit` dell unica cittadina nel raggio di centinaia di chilometri l amico ci comunica che per denunciare l incidente h necessaria una sosta presso il locale ufficio di Polizia, sfumano cosl le nostre speranze di raggiungere, per l ora di pranzo, il lodge collocato nella parte centrale del Parco.

Se proprio non si pur evitare che si fa? ci si rassegna, sperando che l operazione non richieda troppo tempo, ma in Africa h una vana illusione!

Dopo lunghissima attesa scopriamo che nell ufficio di Polizia non c h l addetto agli incidenti, l autista deve andare a recuperarlo non sappiamo dove, ci invita, quindi, a scaricare dall auto lo zaino con i nostri documenti e ad attenderlo, poi mette in moto e va

Ci sediamo sui gradini all esterno dell edificio, fa un caldo esagerato, siamo lerci, pieni di graffi, non troppo sicuri che il tipo sarebbe tornato e decisamente poco inclini alle pubbliche relazioni.

Un anziano in camicia e giacca comincia a parlare, ci guardiamo attorno, non c h nessun altro, ce l ha con noi, ma non gli diamo retta, ha l aria un po spiritata e lo scambiamo per il matto del villaggio, poi la parola God ci riscuote, facciamo piy attenzione a quel che dice e cosl realizziamo che ci sta parlando di fratellanza, amore e cosl via, sta forse ripetendo la predica appena fatta in chiss` quale chiesa oppure sta facendo le prove per quella successiva, fatto sta che per una buona mezz ora prosegue imperterrito e sempre piy infervorato.

Ci troviamo cosl proiettati in un altra dimensione, un esperienza d altri tempi, condita dalla predica/benedizione di un pastore di anime di non sappiamo quale Confessione (in Zambia si trovano tutte le Chiese possibili ed immaginabili: dagli Avventisti ai Pentecostali, dai Protestanti ai Testimoni di Geova, etc.) la sventura si trasforma in una scenetta comica, che come, nelle vecchie pellicole, vede quali protagonisti noi storditi e preoccupati per i fatti successi ed un pastore preso dal proprio sermone e sempre piy esaltato. Insomma tutta ridere!

Nel frattempo nel cortile in cui ci troviamo sfilano diversi detenuti ammanettati seguiti da guardie, la scena h inquietante, sono legati con corde rudimentali, laceri e sporchi. Di nuovo proviamo la sensazione di essere dentro un vecchio film.

Dopo diverso tempo finalmente si rif` vivo l autista con tanto di sceriffo al seguito, quest ultimo ci invita a seguirlo in un buco d ufficio dove h collocata una vecchia scrivania in metallo con sopra una pila di carte, appesi alle pareti un paio di scaffali con malconci faldoni porta documenti, un ritratto del Presidente ed un immagine di Cristo, l unica finestra ha i vetri rotti e su ogni cosa c h uno spesso strato di polvere (peccato sia proibito fotografare, mi piacerebbe tanto farlo per fissare meglio i particolari).

Accomodati su due sedie sfondate assistiamo all interrogatorio ed alla compilazione del verbale, in duplice copia, con tanto di carta carbone spiegazzata che non vuole saperne di stare tra i due fogli fino a che lo sceriffo ha un idea geniale e decide di pinzare il tutto con una graffettatrice;

lo sceriffo in camicia rosa inamidata siede accanto alla scrivania (perchi non dietro? sarebbe anche piy comodo!) in una posizione da contorsionista, cerca LA penna (l unica evidentemente) buttando all aria tutte le carte, trovata la penna fa passare un intero contenitore alla ricerca di non si sa che (che ovviamente non trova!), con una lentezza esasperante fa le domande di rito, con ancora piy calma scrive sillabando a voce alta e poi mentre noi cerchiamo di non ridere (non sta bene!) - rilegge a fatica cir che lui stesso ha scritto, lo sceriffo h un duro, soppesa ogni parola lanciando sguardi ironici al driver ah! Andavi a 40 km/ora? e com h che la macchina h cosl distrutta?

il driver ingobbito h il solo a non essere seduto, sta zitto e noi pure, mica che lo mettano in prigione e che si resti a piedi e lontani dalla capitale centinaia di chilometri;

lo sceriffo riscuote alcune banconote (pensiamo sia il corrispettivo di una multa) chiede poi al driver di esibire la patente e chiede anche una fotocopia della stessa, h evidente che in questo ufficio non c h una fotocopiatrice beh dov h il problema? si va tutti in cerca di una macchina per fotocopie, si prende l auto, si percorrono alcuni chilometri fino a raggiungere il piy vicino centro commerciale : una serie di malandate bottegucce in lamiera sparse a casaccio su una spianata sterrata piena di persone, di animali, di merci varie.

Passano diversi minuti poi finalmente HABEMUS FOTOCOPIAM, il solerte poliziotto ha portato a termine la missione, risaliamo in macchina e lo depositiamo dove chiede di essere lasciato.

Dopo un certo numero di ore possiamo riprendere il viaggio e raggiungiamo ormai nel tardo pomeriggio Mukambi Safari Lodge, insieme di bungalow molto eleganti dalla forma circolare e con il classico tetto di paglia affacciati sul fiume, l alloggio h decisamente meno sauvage di quello appena lasciato, qui la pipl notturna non sar` avventurosa come le precedenti, particolare che non ci disturba affatto.

Mentre, presso la Reception, stiamo registrando i nostri documenti passa un facocero, lo guardiamo increduli, ci assicurano perr che h normale assistere al passaggio di animali nelle vicinanze del lodge ed anche al suo interno, ci invitano poi a guardare le foto appese alle pareti, constatiamo cosl che il bar all aperto h stato visitato piy volte da personaggi illustri, compreso un hippo.

Prendiamo accordi per un safari mattutino e scopriamo, con grande piacere, che h possibile partire subito per un escursione in barca sul fiume Kafue, rimandiamo la quanto mai necessaria doccia a piy tardi e via si parte.

In questa zona il fiume Kafue h ancora piy largo ed h punteggiato da diverse isole, durante la navigazione vediamo enormi coccodrilli, numerose famiglie di ippopotami, uccelli bellissimi e godiamo di un magnifico tramonto. Siamo, altresl, impressionati dalle precarie canoe ricavate da tronchi d albero scavati utilizzate dai pescatori che attraversano il fiume incuranti del pericolo costituito da coccodrilli ed ippopotami.

Parentesi:

questo viaggio h stato ricchissimo di acqua (ogni parco h attraversato da fiumi immensi), amo l acqua, mi infonde un senso di pace e benessere, andare spesso in barca o canoa e vedere gli animali da una prospettiva diversa h stato fonte di grande soddisfazione nonchi di emozione soprattutto quando ci siamo avvicinati agli elefanti, cosa che racconterr nelle prossime pagine.

23 settembre 07

All alba si attraversa il fiume Kafue in battello, sbarcati sulla riva opposta c h una jeep scoperta che ci attende, da questo punto ha inizio l esplorazione del Parco.

Per la prima mezz ora non succede nulla di significativo, vediamo solo alcune antilopi, famiglie di facoceri e poco altro, poi la parola leopard sussurrata dalla guida ci riscuote, seguiamo con lo sguardo la direzione indicata dal dito indice della sua mano e, tra i rami di un albero, ecco l immagine classica tante volte vista sulle riviste e ancor piy volte sognata: il leopardo sta seduto su un ramo con le zampe anteriori che penzolano verso il basso, h stupendo e pare disinteressato a noi, sta, infatti, tranquillo e immobile. Dopo tanti viaggi senza averlo mai incontrato, salvo una sola fugace volta, non mi pare vero di poterlo finalmente osservare in tutta calma, sono cosl concentrata sull animale che dimentico di possedere una macchina fotografica e non penso a scattare fotografie (per fortuna ci pensa Sandro, mio marito).

L emozione h forte, mi si fanno gli occhi lucidi e non riesco a trattenere le lacrime, questo h uno dei momenti che da solo vale il viaggio.

Dopo esserci saziati a lungo della bellezza del felino riprendiamo il safari, a questo punto se anche non succedesse piy nulla saremmo comunque piy che soddisfatti, ma, non molto distante e non molto tempo dopo, Sandro vede, di nuovo sopra i rami di un albero, un secondo leopardo, non posso credere a tanta fortuna, ma c h davvero e, mentre quello precedente non si h scomposto piy di tanto, quest ultimo si muove, h agitato , probabilmente affamato, sta in agguato aguzzando la vista in cerca di un eventuale preda, ci guardiamo anche noi attorno, ma non vediamo nulla di papabile , il vuoto che si crea nel raggio di km in presenza di un felino h totale, ci spieghiamo cosl il fatto di non aver visto, sino ad ora, molti erbivori e animali che di consueto popolano il bush e le savane.

Ci soffermiamo diverso tempo per ammirare, in silenzio, anche questo secondo leopardo, poi ci spostiamo proseguendo la caccia (solo fotografica!) agli animali.

In una valletta nascosta si vedono, da lontano, due leoni maschio, la guida dirige la jeep verso il fondo dell avvallamento permettendoci cosl di osservare e fotografare le due magnifiche bestie da molto vicino.

Dopo aver visto ben 2 leopardi e due leoni cosa si pur volere di piy? siamo piy che appagati, raggianti e tanto ci basta, ma il Kafue N.P. ha in serbo per noi un ultima sorpresa.

Stiamo avanzando su una stretta pista con gli occhi sempre ben aguzzati quando una donna del nostro gruppo segnala, con fare eccitato, un punto alla base di un albero, ci sembra d aver capito leopard , ma sperare in un nuovo avvistamento sarebbe pretendere troppo dalla gi` ricchissima giornata (e anche dalla fortuna), guardo, senza troppa convinzione, con il binocolo e mi dico che, forse, la donna, dopo aver visto due leopardi, s h fatta prendere un po la mano dall entusiasmo. La guida perr non h altrettanto scettica e, con fare deciso, punta la jeep nella direzione indicata; seguendo un movimento furtivo, quasi impercettibile, metto a fuoco un mantello giallo a macchie scure e, anche se ben mimetizzato, si riconosce un leopardo, SI un terzo leopardo seduto a terra, per vederlo meglio ci avviciniamo ancora un po badando a non irritarlo, lo osserviamo fino a che, alzatosi, si incammina e si perde tra la vegetazione.

Da non credere, che fortuna sfacciata, abbiamo visto 3 leopardi in poco piy di un ora senza aver percorso grandi distanze ed h ancora piy incredibile il fiuto della donna che ci ha appena regalato quest ultima emozionante visione, non ci spieghiamo come, da lontano, sia riuscita ad individuarlo.

Il safari prosegue senza altri grossi colpi di scena, possiamo concentrarci sulla bellezza del paesaggio, godendo dei colori, dei suoni e degli odori della natura.

Prima di tornare verso il fiume per riattraversarlo e raggiungere nuovamente il lodge ripassiamo nella zona dove si sono visti i primi due leopardi, uno h ancora sull albero piy o meno nella stessa posizione, il secondo h sceso a terra e si nasconde furtivo, h evidentemente intento a cercare di soddisfare il bisogno di cibarsi, non ci fermiamo che qualche secondo per non ostacolarlo in alcun modo. La natura h stata generosa con noi, non possiamo che esserne riconoscenti e rispettarne i ritmi.

Breve riflessione:

per la prima volta possiamo vantare piy avvistamenti di felini che di altre specie, ricorderemo questa zona del Kafue N.P. come il luogo dei leopardi .

Il game drive termina un ora dopo il previsto per la rottura di un pezzo della jeep che la guida ed il suo secondo, con molto ingegno e l aiuto di robusti e flessibili rami, tentano piy volte di legare riuscendo ad avanzare ad ogni nuovo tentativo solo di qualche metro, poi perr ci si blocca del tutto sotto il sole che ormai h implacabile.

Il prolungamento del safari non ci disturba piy di tanto, apprezziamo, inoltre, la laboriosit` dei due ragazzi che non si danno per vinti, tuttavia, dovendo proseguire il viaggio spostandoci in un diverso Parco, proviamo sollievo al sopraggiungere di una seconda jeep, chiamata via radio, che rapidamente ci carica a bordo e ci riporta verso il lodge.

L incantesimo h finito, ma qui siamo riusciti a scaricare l enorme tensione accumulata a seguito dell incidente e del rapporto non troppo idilliaco con Justin, che abbiamo soprannominato driver kamikaze .

Pochi minuti dopo mezzogiorno, saltando il pranzo, lasciamo definitivamente il lodge ed il Kafue N.P. per spostarci nei pressi di Lower Zambezi N.P., tempo di trasferimento stimato dal driver: 5 ore.

Rispetto agli accordi presi siamo in ritardo di un ora, ma c h comunque tutto il tempo per raggiungere la nuova destinazione entro l ora del tramonto.

Purtroppo dopo quasi 5 ore di viaggio siamo solo a Lusaka, Justin corre sempre troppo veloce, siamo decisamente tesi, passiamo tutto il tempo aggrappati alle maniglie, ma finchi la strada h diritta ed asfaltata ci imponiamo di tenere a freno la nostra preoccupazione.

Superata Lusaka si imbocca una strada stretta e a curve che si inerpica su alte colline, a tratti la carreggiata h oggetto di lavori d asfaltatura, tuttavia l autista non accenna a diminuire l andatura dovendo, tra l altro, frenare spesso e in modo brusco (e pericoloso!) quando termina l asfalto; lo invitiamo una prima volta a rallentare, ma Justin ignora la nostra richiesta adducendo quale motivazione il ritardo con cui viaggiamo e la possibilit` di perdere l ultimo traghetto (pontoon) delle ore 18 che ci consentirebbe di attraversare il fiume Kafue e di proseguire il viaggio.

La novit` del tempo limite per l attraversamento del fiume ci manda in bestia, secondo le stime di Justin in 5 ore saremmo dovuti arrivare a destinazione, invece ora si scopre che, dopo 6 ore, non solo siamo ancora lontani dalla nostra meta, ma rischiamo di stare bloccati al di qua del fiume fino all indomani.

In ogni caso riteniamo che correre come pazzi

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